Smart working e opportunità dalla rete

Smart Working e Freelancer.com
Tempo di lettura: 5 min.

Da qualche mese a questa parte, per ovvie ragioni, si parla molto di Smart working, telelavoro e della rete come strumento professionale. La situazione sociale in cui ci troviamo ci ha messo davanti a una condizione di disagio che potrebbe, però, trasformarsi per alcuni di noi in un’opportunità importante.

Premessa: i termini smart working e telelavoro, pur non indicando la stessa cosa, qui li uso come sinonimi. Le cose di cui parlo oggi si possono applicare a entrambe le situazioni. Per un approfondimento sui termini puoi ascoltare la puntata live di Quasidì del 4 aprile, in cui si parlava di questi argomenti.

Nuove opportunità di smart working

La reclusione in casa ha obbligato il mercato del lavoro ad adattarsi a una condizione forzata di distanza. Una categoria di lavoratori, però, non è stata colpita particolarmente sotto questo aspetto dalla reclusione. Lo smart working, infatti, non è una novità per alcune categorie di professionisti.

Se ti dicessi che potresti anche tu far parte di una di quelle categorie? Sono grafici, autori e programmatori che vivono quotidianamente il loro lavoro con uno strumento che permette di non avere un ufficio, il computer. 

La cosa interessante è che alcune persone hanno colto la possibilità e speso tempo per aggiornare le proprie competenze ed entrare a far parte di una di quelle categorie di smart workers. Per loro questa pandemia ha voluto dire un rilancio della loro attività.

Piattaforme per il telelavoro

Esistono sulla rete delle piattaforme che aiutano i professionisti a trovare clienti. Ho parlato di una di queste in un articolo sul blog, si chiama Freelancer.com ed è quella che uso quotidianamente per trovare dei progetti interessanti.

Purtroppo, come ogni luogo gratuito della rete, è anche pieno di persone incompetenti e/o inconcludenti. Questo non vuol dire che sia un luogo da rigettare tout court.

È, infatti, importante comprendere lo strumento per poterlo usare al meglio.

Gli errori comuni dei professionisti

Tra gli errori più comuni che ho visto commettere da chi si proponeva per un progetto, ci sono due pratiche che non vanno bene nemmeno nella vita reale. Il primo errore è quello di non curare la propria immagine professionale, mentre il secondo è non curare la proposta che si fa al datore di lavoro. In entrambi i casi il risultato è quello di non essere presi sul serio. Questo vale sia per chi pratica il telelavoro sia per lavoratori tradizionali.

Un profilo poco curato di un professionista non fa una bella impressione. A volte gli errori sono direttamente collegati all’ambito di lavoro, e questo è assolutamente inaccettabile. Un copywriter che presenta degli errori grammaticali o di battitura nel suo stesso profilo ha un pessimo impatto sul datore di lavoro.

Anche una proposta per un progetto, se fatta male, ha lo stesso risultato: non si viene presi sul serio. Chi copia e incolla le stesse proposte generiche sotto diversi progetti commette un torto al progetto stesso. Se non ci provi nemmeno a far capire perché saresti il professionista ideale, ti meriti che non ti chiamino.

Come comportarsi

Nell’ambito dello smart working, non essendoci un rapporto personale con il proprio datore di lavore, è molto importante essere sempre molto professionali nelle comunicazioni. Bisogna essere rispettosi, non dare nulla per scontato, essere sempre estremamente chiari e cercare di evitare conflitti.

Io cerco sempre di essere molto chiaro, le mie proposte sono organizzate per punti in cui specifico ogni aspetto del lavoro che svolgerò. Specifico che cosa farò, quali limiti ci sono, quali caratteristiche ha il mio prodotto, il costo e cosa non è compreso nel prezzo ma extra.

In un lavoro come copywriter, per esempio, dichiaro sempre il numero massimo di parole, se l’articolo sarà SEO, se ho bisogno di keywords o se le trovo io, etc. Analogamente, in una proposta da web designer, specifico il numero di pagine del sito, la loro funzione, se il testo è incluso nel prezzo o extra, e così via.

È fondamentale essere sempre chiari per non avere brutte sorprese dopo.

Opportunità della rete

Molto probabilmente, il telelavoro sarà una realtà quotidiana dopo la pandemia e internet offre incredibili opportunità sotto questo aspetto. Il mio consiglio è quello di organizzarsi per spostare il proprio lavoro online il prima possibile.

Se si è in grado di offrire un servizio per la rete, è il momento giusto per investire tempo e un piccolo budget per farsi uno spazio online e cercare clienti come libero professionista.

Se, invece, le abilità richieste non ci sono, a mio avviso è il momento di valutare un corso online di sviluppo web, scrittura, tecniche SEO, grafica, o altri ambiti che possano funzionare a distanza.

È il momento di farsi un bel corso online.

Senza trovare scuse, con un po’ di impegno, le opportunità si possono cogliere e si può trarre un certo vantaggio da una situazione di difficoltà come la reclusione per una pandemia.

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Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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