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La situazione Coronavirus in Germania

La situazione coronavirus in germania

La Germania ha messo in atto delle misure di sicurezza che dovrebbero arginare il diffondersi del coronavirus, il cui nome corretto sarebbe covid-19, ma siccome lo consideriamo tutti un vecchio amico lo chiamiamo col suo nome volgare.  Tornando a noi, qui a Berlino ancora il divieto di uscire non c’è, ma altre misure sono state prese per cercare di frenare la pandemia in Germania. La mia diretta esperienza degli ultimi giorni, però, mi fa supporre che la cosa sia stata presa sottogamba e solo ora, forse, i tedeschi iniziano a capire la gravità della situazione.

Chiusura di scuole, club ed eventi che prevedono assembramenti

La settimana scorsa la città di Berlino ha vietato eventi, chiuso i club cittadini e previsto una chiusura a scaglioni delle scuole che da questa settimana rimangono completamente vuote. Qui ancora non c’è una regola che ci impone di stare chiusi in casa, piuttosto i tedeschi sembrano affidarsi al buon senso. Purtroppo, come è facile immaginare, il buon senso non è qualità comune.

Proprio ieri, lunedì 16 marzo, sono uscito per fare un giro in bici, visto la bellissima giornata. Mi aspettavo di incrociare pochissime persone in giro e invece i parchi e le ciclabili erano piene di gente, come fosse una qualunque domenica primaverile. Persone sedute sui prati, mamme con passeggini, jogger, ciclisti e anziani che si aggirano per i sentieri dei parchi spaesati e senza una meta precisa. La situazione mi ricorda quella che c’era in Italia due settimane fa, quando le scuole iniziavano a chiudere ma ancora si poteva uscire di casa senza problemi.

Incoscienza o menefreghismo?

Guardando i tedeschi, sembra che la situazione qui sia molto più leggera di quella italiana. Ma è così, oppure i dati sono raccolti in maniera diversa? Una settimana fa, quando la Merkel aveva annunciato che, se non ci si fosse messi ai ripari, il 60-70% dei tedeschi rischiava di essere contagiato, era già nota una discrepanza sul metodo di conteggio tedesco rispetto a quello italiano per quanto riguarda i contagiati da covid-19. In sostanza, sembra che qui in Germania vengano effettuati meno tamponi, di conseguenza i casi accertati sono pochi, e il numero dei casi effettivi di coronavirus è maggiore di quello ufficiale.

Oggi i contagiati in Germania sono poco più di 6000 con 12 morti. Il trend è in aumento e anche dalle ultimi analisi dei dati, ci si accorge che i numeri salgono a ritmi incredibili. Dall’11 marzo c’è stato un aumento medio del 31% al giorno degli ammalati di covid-19. Sembra però costante la bassa percentuale di mortalità di circa 0.2%.

Intanto su internet si moltiplicano i video e i meme che scherzano sulla situazione. Sono state registrate canzoni sul coronavirus e sembra un must mostrare quanto si è acquistato per affrontare la quarantena. E in effetti, per la prima volta stamattina, ho trovato numerosi scaffali del supermercato vuoti. Pasta, carta igienica e carta cucina, latte e latticini, farina, fagioli e legumi in scatola sono quasi assenti dal supermercato vicino a casa mia. Chiamando un amico che abita più in centro, ho scoperto che da lui, sabato mattina, c’era la coda fuori dal supermercato per entrare.

Eppure, ieri pomeriggio, erano tutti al parco a farsi la passeggiata. Dunque, a quale segnale bisognerebbe dare ascolto qui in Germania?

Non staranno sottovalutando il Coronavirus?

Molto probabilmente la Germania vivrà quello che sta vivendo ora l’Italia, con una o due settimane di ritardo. La mia speranza è che facciano tesoro delle esperienze di Cina e Italia per decidere quali misure applicare per arginare la diffusione del covid-19. A noi italiani all’estero, intanto, cadono un po’ le braccia, vedendo come i nostri amici e familiari in patria vivono in uno stato di auto-imposta reclusione per combattere il virus, mentre i tedeschi, per ovviare alla chiusura dei club e dei pub, organizzano feste in luoghi privati, i cosiddetti Corona-party.

Ma, proprio come in Italia la settimana scorsa, sembra che si stia sottovalutando la diffusione del contagio e ci si giustifichi col fatto che il virus abbia un decorso tutto sommato non pesante, completamente ignorando l’eventuale emergenza ospedaliera a cui si rischia di andare incontro anche in Germania a seguito dell’eventuale diffusione del coronavirus.

Il mio parere è proprio che stiano tenendo la guardia molto bassa, nella speranza di non subire un colpo tremendo all’economia. Una strategia che a mio avviso sembrerà funzionare, ma che condurrà inevitabilmente a una chiusura totale della nazione, esattamente come sta avvenendo ora in Italia.

Conclusioni

Nonostante le scuole siano chiuse, gli uffici svuotati e i lavoratori a casa a fare home office, le strade e i parchi non sembrano svuotarsi qui in Germania, o almeno non fino ad oggi, 17 marzo 2020. Le misure prese finora, quindi, avranno solo un effetto parziale e il rischio che il coronavirus continui a diffondersi è solo blandamente limitato ma non scongiurato.

Infatti, come è stato detto durante la conferenza stampa del 17 marzo dal prof. Ranieri Guerra:

[…]L’epidemia segue di 5-8 giorni quanto accaduto in Italia, quindi è evidente come l’Italia sia in qualche modo l’apripista, in una situazione ancora poco conosciuta, inizialmente ignota, di una serie di attività che vanno ovviamente valutate e comprese fino in fondo nel loro impatto sul contenimento epidemico[…]

– prof. Ranieri Guerra

Certo, evitando le classi, gli uffici, le palestre e i concerti, non è che le interazioni sociali siano poi così frequenti. Io spero che possa essere un aiuto significativo, ma purtroppo ne dubito. Mi preparo invece a restare chiuso in casa, uscire solo per fare la spesa e avere meno interazioni possibili in assoluto, perché io credo che sia questo che ci aspetta qui in Germania nelle prossime settimane.

Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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Link di approfondimento

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/tre-vittime-covid-19-germania-polemica-sul-conteggio-dei-1839392.html https://www.rki.de/DE/Content/InfAZ/N/Neuartiges_Coronavirus/Fallzahlen.html https://www.welt.de/vermischtes/article206589013/Coronavirus-in-Deutschland-Entwicklung-der-Fallzahlen-im-Ueberblick.html

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