Vivere all’estero? Mettersi in gioco non è casualità!

vivere all'estero, una sfida ad adattarsi
Tempo di lettura: 4 min.

Introduzione

Molto spesso, mentre sono in vacanza in Italia, mi sento dire qualcosa del tipo: “che fortuna che vivi all’estero!”. Mi ha sempre dato un po’ sui nervi questa cosa, perché non è una fortuna che io abiti a Berlino, è frutto di sforzi, di sacrifici e di un sogno che ho avuto il coraggio di rincorrere. Andare a vivere all’estero richiede di adattarsi a compromessi che non sempre sono chiari fin da subito quando si decide di espatriare. Vediamo di sfatare un mito e parliamo di come mettersi in gioco sia una cosa cha ha poco a che fare con la fortuna.

Perché espatriare? Perché vivere all’estero?

Per me le cose sono andate con questa successione di idee:

  1. prima il lavoro da creativo libero professionista era stressante e mi costringeva a continui compromessi al ribasso
  2. poi ho capito che avrei dovuto cambiare per essere più sereno
  3. siccome il problema era soprattutto il sistema italiano che non mi tutelava ne’ mi invogliava a restare, ho deciso di espatriare.

Una volta Berlino, ho percepito fin da subito la sensazione che gli sforzi avrebbero generato dei risultati tangibili. Per la prima volta sentivo che un futuro era possibile serenamente, bastava mettersi in gioco e volerlo, gli aiuti arrivavano.

Non c’è stata fortuna in questo processo, non mi sono ritrovato a Berlino senza accorgermene, io ho deciso che dovevo andare a vivere all’estero. Ho dovuto sporcarmi le mani, ho dovuto ideare e mettere in pratica un progetto personale che ha richiesto fin da subito la capacità di adattarsi.

Qualunque sia il cambiamento che ammirate negli altri, qualunque sia la cosa a cui aspirate, non si materializzerà come per magia nelle vostre vite, dovete rimboccarvi le maniche e lavorare per farla accadere. L’errore di chi ritiene che chi vive e lavora all’estero sia un fortunato, è proprio quello di non considerare cosa ci sia dietro, di non immaginare cosa voglia dire adattarsi e fare sacrifici.

Prima cosa, mettersi in gioco

Se si vuole espatriare, mettersi in gioco vuol dire imparare una lingua nuova. E in questo caso, sia chiaro, intendo imparare davvero un’altra lingua, che rappresenta una società diversa da quella di origine. A mio avviso è molto importante che ci sia questa componente di adattamento alla nuova realtà. Non tutti gli espatriati finiscono per vivere all’estero allo stesso modo. C’è chi si integra e chi invece rimane lo straniero per tutta la permanenza.

Continuando l’analogia con il mettersi in gioco, direi che espatriare è come una di quelle esperienze che costringono ad adattarsi, nel senso che, se non lo fai, fallisci. Il ragionamento che ha portato me a vivere all’estero è stato molto logico e io non ho lasciato che si perdesse nei mille altri progetti che avevo in testa. Proprio perché avevo una necessità, ho trovato le forze per vivere appieno l’esperienza e trarne esattamente quello di cui avevo bisogno: serenità.

Io credo che quelli siano i motori migliori per affrontare la paura della novità, il ragionamento e la necessità di cambiamento. Questo vale non solo per il vivere all’estero, ma per ogni sfida che ci spaventa: dobbiamo trovare una motivazione, una spinta a mettersi in gioco. Solo così avremo la possibilità di ricavare il massimo dall’esperienza.

Come tenere duro

Superato il primo periodo all’estero, subentreranno altre difficoltà, come: l’apertura di un conto in banca, trovare un lavoro che non ci sfrutti, iscriversi all’AIRE, affrontare un’alimentazione differente dalla nostra, un clima diverso e così via. Sono cose che non vanno sottovalutate perché tutte hanno il potere di generare stress e rendere la nostra permanenza uno schifo.

La cosa fondamentale è darsi un obiettivi quantificabili. Il Progetto con cui andiamo a vivere all’estero non può limitarsi a essere la semplice volontà di farlo, ma deve prevedere degli obiettivi misurabili e dei tempi entro i quali quegli obiettivi devono essere stati completati. Per responsabilizzarsi nel compimento degli obiettivi, la motivazione che ci a spinto fuori dai confini dovrebbe essere sempre chiara e rinnovata costantemente.

Se la motivazione crolla, anche noi, molto probabilmente, crolleremo presto. È anche possibile che le motivazioni cambino, ma dovrebbero comunque essere abbastanza concrete e forti.

Inoltre, che si tratti di espatriare o di un periodo difficile della nostra vita in generale, avere una rete di connessioni stabili e forti può fare la differenza. Il confronto, la condivisione, la sensazione che ci sia qualcuno vicino che controlla in modo amichevole come stiamo procedendo nella nostra esperienza, sono tutti fattori che ci aiuteranno a tenere duro anche nei momenti più complicati.

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Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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