Cosa succederà dopo la pandemia?

cosa succederà dopo la pandemia?
Tempo di lettura: 5 min.

Nell’articolo di Milano Finanza del 18.03.2020 intitolato Non torneremo più alla normalità, vengono presi in considerazione diversi aspetti della vita sociale che probabilmente cambieranno dopo l’uscita dalla pandemia. Si parte dal presupposto che la lotta in corso è solo agli inizi. I contagi sono destinati ad aumentare, prima che le misure di sicurezza abbiano un effetto reale sulla curva del numero dei contagi.

Dopo pandemia: torneremo subito alla normalità?

Purtroppo io ho i miei dubbi, e sono gli stessi che hanno gli esperti. La sensazione che ho io è che tornando immediatamente alla vita pre-epidemia, saremo tutti ingolfati nel fare le stesse cose. La possibile congestione di alcuni luoghi presenta il rischio di ricadute immediate in successive ondate del virus.

È molto più probabile che si ritornerà alla normalità in modo graduale. Ripartiranno le industrie, gli uffici e il commercio in generale solo a scaglioni. Si darà la precedenza a servizi che comunque offrono poca possibilità di diffusione di un eventuale nuovo contagio. Questo significa che i grandi assembramenti saranno comunque vietati ancora a lungo, per esempio.

Alcuni servizi, poi, verranno presi d’assalto una volta che saranno riaperti, anche di questo bisogna tenere conto. Pensate agli uffici pubblici e a tutte quelle attività che potrebbero essere invase da clienti per una paura che potrebbe rimanere ancora a lungo.

Il rischio di nuove epidemie

Come dice Fabrizio Pregliasco, virologo le cui parole sono riprese da un articolo dell’ANSA, il ritorno immediato a una vita “normale” non è sostenibile. A prescindere da come si affronterà il ritorno a una vita “fuori”, dovremo stare molto attenti a non ricadere nuovamente in uno stato di pandemia.

Il rischio è concreto, continua Pregliasco, che dice:

‘Riapriremo’ il Paese, ma dovremo essere sempre in allerta per individuare immediatamente qualunque nuovo eventuale caso di coronavirus SarsCov2, per procedere immediatamente ad un intervento massiccio con l’isolamento del singolo caso e l’effettuazione di tamponi a tappeto su tutti i contatti.

Il tutto perché una grossa fetta della popolazione che non è stata contagiata finora, rimarrà comunque suscettibile al virus. Potremo dire di aver sconfitto il virus, solo quando sarà completamente sparito e avremo a disposizione un vaccino per combatterlo nell’eventualità che ritorni.

Le misure di sicurezza che oggi viviamo sono, infatti, atte a rallentare la diffusione, non a bloccarla. Ci si aspetta che una buona fetta della popolazione rimanga contagiata, prima o poi. Si cerca però di avere un minimo di controllo sulla tempistica con cui questo avviene.

Cosa vogliono fare gli italiani dopo la quarantena

Il Sole24Ore ha pubblicato i risultati di un sondaggio fatto agli italiani da cui emerge che quasi la metà non uscirà immediatamente dalla quarantena. Il 44,8%, infatti, ha dichiarato che aspetterà diversi giorni prima di fare qualcosa. Questo, a mio avviso, dimostra che c’è consapevolezza della possibile ricaduta. Questo aspetto porta all’attenzione una possibile conseguenza della quarantena: la paura di qualcosa che non è visibile ma trasmissibile con un contatto sociale.

La pandemia ci ha costretto in casa per un periodo che rischia di protrarsi ancora a lungo. Il rischio diretto è una distorsione della socialità, vissuta attraverso un dispositivo filtrante (come un cellulare o un computer) che alla lunga può causare stress. Un rischio indiretto è la paura del contatto sociale che rischia di diffondersi a causa della narrazione che viene fatta di quello che sta accadendo.

La paura di uscire di casa

Nella peggiore delle ipotesi, passeremo da una situazione in cui smaniamo per uscire di casa a una in cui avremo paura di farlo. Il sentimento che rischia di maturare è simile a quello del terrorismo, con l’aggravante che non possiamo prevedere dove il virus potrebbe nuovamente colpire.

Dopo la pandemia, quindi, saremo pronti a tornare alla vita normale se ce lo concedessero subito? Penso di no. Avremo bisogno di tempo per abituarci. Saremo, probabilmente, dei “sorvegliati speciali” e dovremo sottoporci spesso a controlli per verificare di non essere contagiati. Dovremo, inoltre, guadagnare nuovamente fiducia nei contesti sociali che eravamo solito frequentare.

Non sarà facile, su questo non ho alcun dubbio.

Un futuro diverso

Ci aspetta un futuro diverso nei prossimi anni, che non escludo potrebbe portare a un definitivo cambio nella vita sociale. Penso che inizieremo a prediligere opzioni a distanza di ogni tipo e che a lungo andare ci abitueremo a quelli, pendendo ulteriormente il contatto umano.

Forse esagero, ma penso che sia la direzione che si prenderà, per lo meno in alcuni ambiti. Pensate alla formazione, all’acquisto di beni o all’intrattenimento. Non credete che sia possibile che sceglieremo sempre più corsi a distanza, negozi online e Netflix a discapito del cinema? Io credo di sì.

Sia chiaro, però, che non sarà tutta colpa dell’epidemia. Questi processi erano già iniziati da qualche tempo (pensate all’uso massiccio dello shopping online) e che verranno semplicemente accelerati.

Conclusioni

La pandemia ci ha forzato a rivalutare l’uso di internet e della rete in generale. Usciremo da questa situazione avendo una visione diversa del web, può consapevole delle potenzialità dello strumento.

Ci dovremo abituare a una società che finirà per preferire la distanza fisica? Forse, o forse sarà solo un passo in quella direzione.

Lo sapremo solo una volta arrivati a quel punto. Per il momento cerchiamo di non sprecare il tempo che dobbiamo passare a casa. Usiamola la rete per imparare qualcosa, per ampliare e allenare un campo di conoscenza o per creare cultura. Quando potremo uscire nuovamente, si vedrà!

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Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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