Come uscire da Facebook: esperienze scadenti di utilizzo

Come uscire da facebook
Tempo di lettura: 5 min.

Nella puntata di oggi ti porto un paio di aneddoti che mi hanno convinto a uscire da Facebook. Ho già parlato dei social network e di come questi siano studiati per succhiare via tempo dalle nostre vite. In una puntata precedente puoi andare a sentire quale sia la mia opinione a riguardo: trovo che siano in bilancio negativo tra tempo speso e informazione di qualità.

Gli eroi di Facebook

Ci sono delle persone sul social network che eccedono in sicurezza di sé, nonostante il contenuto che propongono sia scadente.

Il fotografo

Per esempio, una volta, all’interno di un gruppo che frequentavo, c’era un fotografo naturalista. Il gruppo era quello di una zona provinciale italiana e il fotografo un abitante della zona che da anni lavorava sul territorio. Molto spesso le sue fotografie venivano messe in evidenza sul gruppo o addirittura messe come copertina del gruppo, nonostante non fossero fatte bene.

I problemi delle sue foto erano principalmente due: attrezzatura non eccezionale e mancanza di post produzione. In sostanza, le foto degli animali che pubblicava, presentavano spesso aberrazioni cromatiche, micromosso, colori piatti e spenti.

Un giorno ho voluto chiedere agli amministratori e al gruppo come mai delle foto tutto sommato banali, venissero messe in così piena evidenza. Dopo una discussione con il fotografo, questo se n’è uscito con “le mie foto sono sempre un evento e per questo devono essere celebrate”, una dichiarazione un po’ azzardata e spocchiosa, no?

L’ignorante

Un altro esemplare di eroe da gruppo Facebook è quello degli ignoranti che si credono intelligenti (altrimenti detto effetto Dunning-Kruger).

In un gruppo di scrittori emergenti, un tizio un giorno ha pubblicato un messaggio molto sgrammaticato. Ma non con dei semplici errori, piuttosto con correzioni esagerate, evidentemente fatte cercando di apparire più competente di quello che non fosse.

Gli si fece notare che prima di chiedere informazioni su quando guadagnasse uno scrittore (se non ricordo male era la sua domanda), sarebbe stato meglio imparare a scrivere. Il soggetto si inalberò in discorsi assurdi al limite anche delle manie di persecuzione.

Bisogna stare lontano da queste persone, sono tossiche e fanno solo incazzare. Purtroppo sono anche la maggioranza degli utenti attivi sui social. Ignoraterli è forse la strada più semplice.

Piccola parentesi – il correttore automatico

Non esiste che il correttore automatico corregga una parola sostituendola con un’altra sbagliata. Tutt’al più, la sostituisce con una fuori contesto, ma pur sempre giusta. Però il correttore impara da chi scrive. Quindi, se ci si ostina a scrivere una parola in modo sbagliato, per un motivo qualunque, alla lunga il correttore penserà che sia giusta così e la riproporrà.

In sostanza: se il correttore vi scrive parole sbagliate, è perché glielo avete insegnato voi.

Perché uscire da Facebook

Alla luce di queste esperienze che si ripetono in continuazione sui gruppi Facebook, la cosa migliore è utilizzare molto meno la piattaforma e cercare contenuti altrove. Se Facebook fa parte della vostra strategia marketing, allora frequentatelo solo il necessario per pubblicare e rispondere ai messaggi. Oppure, opzione che sto personalmente valutando, cercare alternative per fare marketing fuori dai social.

Facciamo un ulteriore passo avanti nel ragionamento: frequentare Facebook richiede tempo. Il tempo, come sanno bene i liberi professionisti, è denaro.

Chi passa molto tempo sui social perde tempo o guadagna dal tuo perdere tempo. Tu perdi tempi o regali il tuo tempo a qualcun altro?

In entrambi i casi, a me sembrano motivazioni più che valide per uscire da Facebook e praticare anche un po’ di distanza sociale digitale, cioè essere molto critici sul perché usiamo un certo social piuttosto che fare altro.

Distanza sociale digitale

Nel momento storico in cui ci troviamo, costretti a una distanza sociale reale, è forse il momento anche di valutare una distanza sociale digitale: prendere le distanze da tutti i servizi e siti spazzatura che popolano la rete.

Ritroviamo la spinta per riempirci il tempo con attività che diano qualcosa in cambio.

Cerchiamo di non sprecare le giornate su Facebook, ma cerchiamo invece di leggere un manuale, seguire un corso online, telefonare a qualcuno, guardare dei bei film, lavorare su di noi e così via.

Ci siamo spesso lamentati che non abbiamo tempo. Ora che l’abbiamo, sembra che non sappiamo come usarlo.

Concludendo

Uscire da Facebook, o per lo meno dai gruppi che non fanno altro che alimentare un elitarismo inutile, è un passo verso la riscoperta della rete. Lasciamo chiusi i social e andiamo in giro per internet cercando materiale interessante in modi alternativi.

Facciamo ricerche su Google su cose che non ci sono mai state chiare, iniziamo a seguire dei divulgatori scientifici seri, andiamo oltre ai titoli degli articoli e leggiamoli fino in findo! (Vi lascio nei link qui accanto tre divulgatori che fanno un ottimo lavoro su YouTube e si seguono molto volentieri, secondo me).

Non sappiamo quando la società tornerà davvero a una situazione che per noi era normalità dopo la pandemia da covid-19. Non possiamo farci niente, se non stare attenti a seguire le indicazioni di chi è più informato di noi. Quello che possiamo fare, però, è cercare di prepararci un bagaglio culturale più ampio.

Per farlo, credo che smettere di usare i social network compulsivamente sia una buona idea.

Uscire da Facebook è possibile e vi invito a farlo.

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Giacomo Lanzi

Giacomo Lanzi

Dopo studi in psicologia e letteratura, dal 2010 mi sono dedicato alla grafica web e all'editing per testi universitari. Sono un content creator per il web dal 2012. Dopo un'esperienza di due anni come manager di un team italiano per una compagnia internazionale a Berlino, ho deciso di tornare alla libera professione e di dedicarmi del tutto al web. Oggi offro servizi come autore, content creator, grafico web e SEO expert. Mi caratterizzano un attitudine al pensiero critico, abilità nella guida di un team, la cura dei dettagli e l'impegno che metto in ogni progetto, siano essi personali o professionali.

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